Segnalazione su attività di potatura, capitozzatura e taglio di alberi sulle rive del fiume Sile a Treviso in periodo di nidificazione

È giunta da parte di privati cittadini, una segnalazione riguardante un’attività di potatura, capitozzatura e taglio di alberi, effettuata in questo periodo
(periodo di nidificazione) sulla siepe riparia sinistra del tratto del Sile in Lungosile Mattei, territorio comunale di Treviso.

All’Ente Parco Naturale Regionale del Fiume Sile

Alla Regione Veneto – Direzione Turismo e Marketing Territoriale
U.O. Strategia Regionale della Biodiversità e dei Parchi

Alla Polizia Provinciale – Provincia di Treviso

All’Egr. Sig. Sindaco – Comune di Treviso

Treviso, 10.07.2026

Oggetto: Segnalazione su attività di potatura, capitozzatura e taglio di alberi sulle rive del fiume Sile a Treviso in periodo di nidificazione.

Spettabili enti in indirizzo,

in data 1° luglio u.s. è giunta alle scriventi associazioni, da parte di privati cittadini, una segnalazione
riguardante un’attività di potatura, capitozzatura e taglio di alberi, effettuata in questo periodo
(periodo di nidificazione) sulla siepe riparia sinistra del tratto del Sile in Lungosile Mattei, territorio
comunale di Treviso.

Detta attività risulta incompatibile con il ciclo biologico delle specie nidificanti in loco. A tal proposito
si rammenta che la Legge n. 157 dell’11 febbraio 1992, “Norme per la protezione della fauna selvatica
omeoterma e per il prelievo venatorio”, all’articolo 21, comma 1, lettera o), prevede il divieto di: “o)
(…) distruggere o danneggiare deliberatamente nidi e uova, nonché disturbare deliberatamente le
specie protette di uccelli, fatte salve le attività previste dalla presente legge”.

Si richiama altresì quanto disposto dall’art. 5 della Direttiva 2009/147/CE “Uccelli”, che vieta per tutte le specie di uccelli “di distruggere o di danneggiare deliberatamente i nidi e le uova e di asportare i nidi”.

È qui opportuno richiamare anche il rispetto della normativa sui CAM (Criteri Ambientali Minimi), ai
sensi del D.M. 10 marzo 2020 (20A01904) del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e
del Mare. Tale normativa stabilisce che la pratica della capitozzatura nella gestione del verde pubblico
deve essere evitata o limitata ai soli casi di stretta necessità (Allegato 1, punti 9 e 11).

In particolare il punto 9 del suddetto D.M. prevede:

9. Rispetto della fauna.
Le attività di manutenzione, soprattutto dei parchi suburbani e di aree a forte valenza ambientale, devono essere eseguite creando il minore disturbo e danno alla fauna presente nell’area. In particolare, le operazioni di gestione del verde devono essere svolte prevedendo: […] interventi di capitozzatura delle specie arboree ove sia strettamente necessario, per non ridurre in modo drastico gli habitat per la fauna (rifugio, nidificazione);

[…] Verifica: relazione tecnica (da inserire nel rapporto periodico) contenente le attività e le tecniche utilizzate per arrecare il minor danno possibile alla fauna presente nell’area oggetto dell’appalto. La stazione appaltante programma le opportune verifiche in sede di aggiudicazione e/o nel corso dell’esecuzione dell’appalto.

E il punto 11:
11. Manutenzione del patrimonio arboreo e arbustivo.
Gli interventi di potatura devono essere svolti unicamente da personale competente, in periodi che non
arrecano danni alla pianta e non creano disturbo all’avifauna nidificante ed effettuati solo nei casi
strettamente necessari.

[…] In particolare, l’aggiudicatario deve evitare di praticare la capitozzatura, la cimatura e la potatura
drastica perché indeboliscono gli alberi e possono creare nel tempo situazioni di instabilità che generano altresì maggiori costi di gestione.

[…] Verifica: relazione tecnica o istruzioni operative (da riportare nel rapporto periodico), contenente/i
criteri di valutazione per la potatura del verde accompagnata dal piano di manutenzione nella cui
documentazione emerge che gli interventi di potature sono svolti solo se strettamente necessario come
indicato dal criterio. La stazione appaltante programma le opportune verifiche in sede di aggiudicazione
e/o nel corso dell’esecuzione dell’appalto.

Sempre in riferimento alla normativa sui CAM per i lavori inerenti il verde pubblico e gli sfalci di
vegetazione lungo i corsi d’acqua, si riporta qui un recentissimo (giugno 2026) parere dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), che ribadisce l’esigenza di non effettuare interventi durante il periodo riproduttivo (salvo casi di forza maggiore), individuando pure le caratteristiche degli operatori che possono essere chiamati ad effettuare controlli sulla presenza dei nidi, ovvero personale qualificato e competente in campo ornitologico.

Si riporta, altresì, altro parere dell’Ispra del 2019, avente ad oggetto “Parere tecnico sui tagli primaverili di vegetazione ripariale”: “Con riferimento alla richiesta di parere in merito alla problematica di cui all’oggetto (prot. ISPRA 27543 del 24.04.2019), lo scrivente Istituto comunica quanto segue.

Si conferma che nei mesi primaverili e in particolare da marzo a luglio le sponde dei corsi d’acqua rivestono un ruolo fondamentale per la riproduzione dell’avifauna selvatica. Alberi, arbusti e zone inerbite prossime agli alvei sono la sede elettiva per la nidificazione di molte specie ornitiche strettamente legate all’ecosistema ripario, le quali non avrebbero modo di insediarsi altrove se le locali condizioni ambientali venissero alterate. Sussiste poi un secondo motivo di importanza di questi ambienti, che è quello di consentire la nidificazione di specie più generaliste (ma spesso interessate anch’esse da gravi problemi di conservazione: es. Tortora selvatica e Torcicollo) in vaste zone interessate da coltivazioni intensive, sulle quali gli unici elementi boschivi esistenti sono rappresentati dalle fasce ripariali.

L’avifauna, inclusi nidi, uova e nidiacei, è oggetto di tutela su tutto il territorio nazionale ai sensi della Legge 157/92. L’abbattimento e la potatura di alberi o siepi, ed ancor più gli sfalci lungo i corsi d’acqua effettuati durante la stagione primaverile con trinciatura a raso della vegetazione di fiumi, torrenti e canali, comportano inevitabilmente la distruzione dei nidi e/o l’uccisione di soggetti giovani non ancora volanti, adulti in cova, oltre ad altre forme di danno a carico delle restanti componenti della biodiversità animale e vegetale. I nidi degli uccelli sono collocati all’interno della vegetazione in maniera tale da risultare di regola del tutto invisibili e spesso non rilevabili anche da parte dei tecnici più esperti nel settore ornitologico.

Manomissioni ambientali quali quelle descritte più sopra, laddove effettuate al di fuori della stagione riproduttiva, possono ridurre la disponibilità di habitat in misura tanto maggiore quanto più estese sono le superfici interessate. Ma se, in fase di pianificazione, accorgimenti basati sui principi di alternanza e rotazione possono teoricamente mitigarne gli effetti, è invece del tutto evidente che tagli effettuati quando la riproduzione è in corso equivalgono a seconda dei casi a fenomeni di mortalità in massa o di azzeramento del successo riproduttivo, fattori entrambi non compatibili con la conservazione di popolazioni animali.

In merito a quanto richiesto sulle densità di alcune tipiche specie di uccelli che nidificano lungo i corsi d’acqua, possono essere considerati validi i seguenti valori (dati tratti da Brichetti e Fracasso, 2003, 2004, 2008, 2010, 2018):

• Tuffetto Tachybaptus ruficollis : 0,03-3,3 coppie/ha

• Gallinella d’acqua Gallinula chloropus : 0,22-0,65 coppie/ha – 3,7-14,2 coppie/km

• Usignolo di fiume Cettia cetti : 0,58-1,79 coppie/ha

• Cannaiola comune Acrocephalus scirpaceus : 2-4 coppie/ha

• Cannareccione Acrocephalus arundinaceus : 0,1-1,6 coppie/ha”

Tutto ciò premesso, le sottoscriventi associazioni chiedono agli spettabili Enti in indirizzo, per quanto di competenza:

• di accertare se le attività in oggetto siano state autorizzate rispettando le normative qui

richiamate e altre che le S.V. rilevino in materia

• di fornire copia della relazione tecnica o del rapporto periodico, come previsto dalle

• procedure di verifica della normativa sui CAM sopra richiamate.

Sicuri di un Vostro cortese e sollecito riscontro, si porgono

Distinti saluti.

Il delegato di Lipu Treviso OdV
Dr. Enrico Pavan

Il presidente di Legambiente Circolo di Treviso
Dr. Fabio Tullio

Il presidente di OdV WWF Terre del Piave TV – BL
Loris Donazzo

Hanno riportato la notizia:
Treviso Tody (11 luglio 2026) – Alberi in Lungosile Mattei, insorge la Lipu: «Potature fatte durante la nidificazione»

OggiTreviso (11 luglio 2026) – Potature lungo il Sile in piena nidificazione, le associazioni ambientaliste chiedono verifiche