AVETE TROVATO UN ANIMALE SELVATICO IN DIFFICOLTA’?
GLI ANIMALI SELVATICI SONO PROTETTI DALLA LEGGE E NON POSSONO ESSERE DETENUTI SENZA PERMESSO, QUINDI VANNO CONSEGNATI AI CENTRI AUTORIZZATI PER LE CURE DI CUI HANNO BISOGNO.
Non tenere un animale ferito o debilitato senza sottoporlo a cure veterinarie specializzate: rischi solo di aggravare la sua situazione! Non improvvisare l’alimentazione degli animali: molti errori sono letali!
La Lipu Treviso non è autorizzata a gestire animali selvatici. Nella provincia di Treviso il recupero della fauna selvatica deve esser affidato al Centro di Recupero della fauna selvatica.
Per la provincia di Treviso tel. 320 4320671
Si ricorda che il servizio di recupero della fauna selvatica ferita o in difficoltà è attivo 7 giorni su 7 escluse le festività di Natale, Capodanno e Pasqua
| Qualche esempio per capire… | ||
| COSA | DOVE | |
![]() | un gatto ferito è animale domestico. Un canarino allevato non si considera fauna selvatica | VETERINARIO |
![]() | lo scoiattolo o il passero feriti sono animali selvatici | CENTRO RECUPERO FAUNA SELVATICA |
RACCOGLIERLO O NO?
In primavera, durante una passeggiata nel bosco, ma anche nel giardino di casa, o sul marciapiede, può capitare a chiunque di trovare un nidiaceo (un piccolo di uccello).
Il nostro istinto ci induce a raccogliere il piccolo e portarlo a casa per “allevarlo”. Questo atteggiamento, peraltro lodevole in quanto dimostra sensibilità nei confronti della natura, non sempre si rivela il migliore per la salute del nidiaceo.
Gran parte dei nidiacei abbandona spontaneamente il nido (merli, passeri, civette…) quando ancora non sa volare bene, pur essendo seguito e alimentato dai genitori.
Raccogliere uno di questi nidiacei significa strapparlo alle cure dei genitori, sicuramente più valide del più esperto e attento veterinario.
Allevandoli si corre inoltre il rischio di “imprintarli” sull’uomo, facendone animali con una identità specifica deviata in modo irreversibile e non più in grado di affrontare una normale vita libera.
In presenza di un gatto bisogna spostare su una siepe, un muretto o un rialzo il piccolo uccello, allontanare il gatto e controllare a distanza l’arrivo dei genitori.
È conveniente non lasciare briciole di pane o cibi a terra che attirino gli uccellini dei nostri giardini in periodo riproduttivo e di conseguenza l’attenzione dei gatti.
(ricordiamoci che il nostro gatto domestico è un abilissimo predatore!)
Nel caso di Rondini e Balestrucci, se il nido non è troppo alto, si può tentare di riporre il piccolo caduto nel nido, controllando che non ricada più (se persiste nel cadere un problema potrebbe esserci e va raccolto).
Nel caso di Passeri, Storni ed altri granivori è più difficile individuare il nido e quindi se non lo si riesce a fare essi vanno raccolti. Anche i picchi potrebbero essere rimessi nel nido, individuata la cavità di provenienza, sempre che l’albero non sia stato abbattuto.
Anche Tortore e Piccioni possono essere inseriti nel nido e raccolti solo nel caso in cui questo non sia raggiungibile.
Essi si riconoscono per il becco molle e gibboso, dalla base abbastanza sottile, e per il gozzo pronunciato.
I Rondoni vanno sempre raccolti perché i genitori, una volta a terra, non li accudiscono.
Piccoli di Civette, Gufi, Allocchi, Gheppi ed altri rapaci, se non si individua il nido vanno raccolti con dei guanti da giardinaggio.
Esistono quindi due principali situazioni, che dobbiamo valutare:
Nidiacei feriti o in reale stato di pericolo (minacciati da gatti o altri predatori, finiti in mezzo alla strada…): per sopravvivere hanno bisogno di cure da parte dell’uomo
Nidiacei sani, anche se ancora incapaci di volare e non in pericolo: devono essere lasciati nel luogo di ritrovamento.

ASPETTANDO IL RECUPERO
Cosa fare prima di affidarlo alle cure di un centro recupero fauna selvatica?
Attenzione!
Alcuni animali selvatici sono potenzialmente pericolosi, possono mordere, artigliare e beccare. Munitevi
di guanti spessi e maneggiate l’animale facendo attenzione a non avvicinarlo al corpo e al volto.
Non improvvisate cure veterinarie.
Limitatevi a disinfettare eventuali ferite sanguinanti con acqua ossigenata.
- prendere in modo deciso ma senza stringere troppo l’animale oppure prenderlo dopo avergli gettato sopra una coperta o uno straccio per immobilizzarlo senza però fargli mancare il respiro;
- riporre l’uccello o il piccolo mammifero in una scatola ben chiusa, non troppo superiore alla sua dimensione (si evita così che muovendosi si agiti troppo) con dei forellini di aerazione ed un’eventuale straccio o fogli di giornale in cui rannicchiarsi o nascondersi;
- consegnarlo il prima possibile ad un centro autorizzato.

Procuratevi una scatola di cartone di dimensioni adeguate (poco più grandi dell’animale in questione) e per favorire l’aerazione praticate dei fori sulla parte alta della scatola. Sul fondo della scatola sistemate dei fogli di giornale oppure di carta assorbente da cucina. Importante: non utilizzare gabbiette
Riponete l’animale nella scatola, assicurandovi che non possa uscirne. Evitate di mettere nella scatola alimenti o acqua, per evitare che si sporchi, infettando le eventuali ferite. Tenete lo scatolone in un luogo riparato, il più possibile tranquillo e al buio: l’animale si tranquillizzerà evitando di aumentare lo stress causato dalle ferite.
Se si tratta di animali molto giovani, cuccioli o pulcini, sistemate accanto o sotto la scatola una borsa d’acqua calda oppure una bottiglia di plastica riempita con acqua calda. Non porre la scatola con l’animale su stufe o termosifoni accesi.
COSA POSSO FARE
In attesa di consegnarlo a mani esperte. Primi interventi di soccorso.
Ricordatevi che un piccolo ha bisogno di mangiare molto spesso, circa ogni 2-3 ore, per cui se non riuscite a contattare il centro di recupero entro mezza giornata dovrete cominciare ad alimentarlo voi. Ma evita di alimentare l’animale prima di aver consultato un centro di recupero: è facile e ricorrente sbagliare; è difficile rimediare a gravi errori di alimentazione.
Quale alimento universale di emergenza, si può somministrare omogeneizzati di carne, pezzettini di carne o camole (larve della farina o del miele) e acqua con un contagocce.
Ricordiamo che la prima cosa da fare quando si trova un volatile ferito è cercare di farlo bere, o mediante una siringa priva di ago o facendo scivolare direttamente dal nostro dito delle gocce d’acqua al becco dell’animale. Questo perché, soprattutto in estate, gli uccelli sono molto sensibili ai colpi di calore
Consegnarlo il prima possibile a mani esperte.
COSA NON DEVO FARE!
Molti animali arrivano ai centri di recupero rovinati dalle cattive azioni di chi li rinviene, ecco allora un sunto di cosa non fare:
- non dare mai in pasto larve di mosca vive (bigattini) ai nidiacei
- non dare pane e latte ai rondoni ed agli insettivori in genere
- non dare latte di mucca ai ricci
- non dare salumi, crocchette di carne, wurstel al posto della carne fresca a carnivori ed insettivori
- non mettere gli animali bisognosi in gabbiette, ma solo in scatoloni e trasportini
- non lasciare che i bambini maneggino gli animali selvatici (anche per la loro tutela)
- non aspettare giorni prima di consegnare un animale ferito, malato, piccolo ad un centro di recupero
- non improvvisare rimedi o farsi consigliare da “falsi esperti”
- non pensare di allevare da soli mammiferi, rapaci e nidiacei in genere: non basta alimentarli perché tornino liberi con successo

Non pretendere la luna dai centri di recupero: la maggior parte di essi ha pochi fondi e pochi volontari ed insistere per il servizio a domicilio, criticando e puntando i piedi, é voler sottrarre energie a chi ne ha già poche… pensaci!



